Tabù editoriali

Sul Corriere online di oggi, l’influente critico Antonio D’Orrico presenta il nuovo libro del suo pupillo Giorgio Faletti,  Tre atti e due tempi, in uscita per Einaudi Stile Libero. L’ultima fatica dello scrittore astigiano viene definita un “(non) thriller”, e ha come scena clou una partita di calcio che un giocatore - il figlio del protagonista - si è venduto.

Scrive D’Orrico: “E poi in Italia il calcio nei romanzi proprio non va. È una di quelle cose che non sfondano presso il grande pubblico come gli editori di lungo corso sanno bene. Il calcio fa parte della lista dei tabù editoriali nazionali. Mai storie di pallone. Mai storie di pittori. Mai copertine con l’immagine di un rettile”.

Per puro caso ho sulla scrivania uno dei libri più fortunati di Carlo Lucarelli, Almost blue, pubblicato, altro caso, proprio da Einaudi Stile Libero. Il libro ha in copertina un iguana. Da autore di un romanzo sul calcio lo prendo come un buon segno, e come la dimostrazione che ogni regola ha le sue eccezioni. Riuscirà Faletti - anche grazie al supporto dell’influente amico - a sfatare il tabù dei romanzi sul calcio?

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