Cercasi titolo per il nuovo romanzo

scritto il 24 January 2012 da gpavone

Allora, vi va di aiutarci? Il nuovo romanzo non ha ancora un titolo. Di idee ce ne sono tantissime (almeno per ora non ve le dico) ma nessuna ha ancora convinto appieno sia l’autore (io) che la casa editrice. I vostri suggerimenti saranno senza dubbio preziosi. Non so se pescheremo il titolo giusto, ma di sicuro ci chiariremo le idee. In ogni caso questa gara avrà un vincitore: sarà quello che eventualmente convincerà me e la casa editrice a usare il suo titolo, oppure, se ciò non avverrà, quello che a mio insindacabile giudizio avrà suggerito il titolo più bello. Il premio? Una copia con dedica del nuovo libro e la solita canadese di Raffo offerta in data e luogo da definirsi.

Dice: ma noi non sappiamo di cosa parla ‘sto romanzo. Rispondo: meglio così! Anche chi va in libreria e vede il libro per la prima volta non lo sa, ed è proprio su queste persone che deve fare presa il titolo. Quindi vi darò solo qualche informazione di massima sui contenuti, più o meno le stesse che si troveranno sulla quarta di copertina.   

Settembre 1982. Siamo a Sprusciàno, nome immaginario di un paesino qualsiasi a sud di Taranto e a nord di Lecce. In un albergo si gira una commedia sexy di quelle in voga in quegli anni. Il set è particolarmente sclacagnato: non si può neanche parlare di filmetto di serie B, piuttosto di serie Z. La voce narrante è Federico Nugnes Peluso, rampollo di una famiglia dalle ascendenze nobili ma in rapido declino economico, che per un mese fa il ragazzo di fatica all’albergo per tirare su qualche soldo. Qui resta folgorato da Morena Dani, la “bona” del film, starlette di secondo piano ma pur sempre “bona” e inarrivabile. Così almeno sembra a Federico e Donato, amico d’infanzia dalle ascendenze plebee recentemente ritrovato, finché un tredici al Totocalcio (è vero? è uno scherzo? Vi piacerebbe saperlo…) non smuove le acque. In definitiva è una commedia di amicizia e di sesso che ha come sfondo la Puglia e il mondo del cinema, entrambi fotografati in un momento storico di rapido cambiamento.

Beh, al lavoro. Come dice Anton Ego alla fine di Ratatouille, stupitemi!

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Il nuovo romanzo

scritto il 19 January 2012 da gpavone

…e intanto, zitto zitto, ho consegnato all’editore la prima stesura del nuovo romanzo. Uscita prevista: giugno o settembre.

Di cosa parla? C’è un imprecisato paese della bassa Puglia nel settembre dell’82, c’è un set cinematografico scalcagnato oltre ogni limite, c’è un figlio di papà che si gode la vita, c’è un’attrice bona, c’è – forse – un tredici al totocalcio. C’è l’amicizia, c’è il sesso, c’è l’Italia che cambia. C’è il cazzeggio e c’è la riflessione.

Non c’è, ancora, un titolo. O meglio: di titoli ce ne sarebbero più di trenta, ma non abbiamo ancora scelto quello giusto. Magari lanciamo un contest su Internet, che fa sempre figo. Stei tiund.

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Freddo e nebbia “a Spal”

scritto il 17 January 2012 da gpavone

Articolo apparso il 17 gennaio sul Quotidiano di Puglia, a commento di Spal-Taranto del 15 gennaio.

 

I “fantasmi” del Mazza

“Il fantasma del Brianteo” è il titolo di un racconto apparso in Pallafatù – Il calcio visto da Taranto, fortunata antologia a fini benefici uscita nel 2005. In quelle pagine si raccontava di un incontro avvenuto sulle gradinate dello stadio di Monza in uno degli ultimi anni di permanenza in B. Erano anni in cui, a dispetto della categoria, le trasferte erano il più delle volte un affare per poche decine di appassionati. Fra questi, uno strano tipo che veniva da solo e non parlava con nessuno. E che in un freddo pomeriggio al Brianteo svelò la sua storia: viveva a Milano, non era mai stato a Taranto ma suo padre era di origini cataldiane. E tanto gli bastava per preferire le gesta di Muro e Lorenzo su palcoscenici di provincia a quelle di Van Basten o Matthaeus che all’epoca illuninavano la Scala del calcio nella sua Milano.
Domenica scorsa, in un freddo pomeriggio al Mazza di Ferrara, è accaduto qualcosa di simile. Fra i supporters rossoblu accorsi a sostenere la squadra, si celavano un ragazzino di Pieve di Cadore folgorato dal Taranto durante il ritiro estivo, e un uomo sui trentacinque, veronese doc, che già tempo fa al Bentegodi aveva stupito il pubblico di fede jonica sciorinando, col suo accento profondamente veneto, vita, morte e miracoli dei giocatori del Taranto. Per entrambi niente parenti o amici tarantini e nessun soggiorno sui due mari: la loro è una scelta pura, dettata dagli insondabili capricci del tifo.
I due “fantasmi”, fantasmi non sono: hanno nome e cognome e sono facilmente rintracciabili. E la loro storia, al contrario di quella del “predecessore” anni 90, diverte, fa piacere, ma in fondo non stupisce più di tanto i tifosi tarantini: del resto, sembrano dire i supporters, i nostri sono i colori più belli del mondo, cosa c’è di strano se facciamo proseliti anche fra i forestieri? Allo stesso modo si inizia a fare l’abitudine, pur riservandole ogni volta tutto il calore e gli onori che merita, anche alla presenza sugli spalti di Paola Raisi Iacovone, ormai alla terza trasferta e definitivamente contagiata dal virus del tifo rossoblu, l’unica “malattia” che scalda il cuore.
Un’ altra differenza coi tempi del Brianteo: allora il Taranto era fra i cadetti, ma a Monza c’erano quattro gatti; oggi si naviga in terza serie, ma a Ferrara eravamo in seicento. Il racconto di Pallafatù parlava dell’anonimo milanese come di un fantasma che vaga nella memoria, e si chiudeva con queste parole: “Il fantasma del Taranto in B, e di un pezzo della nostra vita. Chissà, un giorno…” Chissà, ripetiamo adesso, magari quel giorno non è più tanto lontano…

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IMPERDIBILE: LA MAPPA DE L’EROE DEI DUE MARI!

scritto il 11 January 2012 da gpavone

Ebbene sì: una mappa interattiva su Google per (ri)scoprire Taranto attraverso le pagine de L’eroe dei due mari. Clicca qui.

 

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L’angolo più romano della mia casa

scritto il 11 January 2012 da gpavone

Un soggiorno nella Capitale? No, la Capitale nel mio soggiorno. In primo piano il pesantissimo trofeo ricevuto per la segnalazione particolare al Concorso Coni per la Letteratura Sportiva: praticamente il corrispettivo capitolino del Duomo di Milano usato come corpo contundente (anzi, contro un dente) contro Berlusconi. Sullo sfondo, Tomas Milian nutre coercitivamente di spaghetti Bombolo in una scena di “Squadra antimafia” del 1978 (con etichetta di acqua Pejo bene in vista).

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Firenze

scritto il 9 January 2012 da gpavone

Grazie a Marcello Dubla di www.tarantohistory.it, gli amatori potranno apprezzare la versione integrale (senza sottotitoli in tedesco, però…) della presentazione che ho tenuto lo scorso 27 ottobre alla Libreria Edison di Firenze, con Pippo Russo in veste di moderatore. Memorabile soprattutto l’intervento dal minuto 47 al minuto 49.

Clicca qui.

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Giancarlo Morelli

scritto il 9 January 2012 da gpavone

Che ci fa un giocatore della Sampdoria degli anni 60 sul mio blog? Per scoprirlo dovete leggere qui.

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Faletti, Fahreneit e Mr Wolf

scritto il 28 November 2011 da gpavone

E’ da qualche settimana che io e Giorgio Faletti ci scambiamo email al miele, sebbene con il pudore tipico di due maschi adulti poco avvezzi ai complimenti. Quello stesso pudore sintetizzato una volta per tutte con mirabile eleganza da Mr Wolf in Pulp Fiction.  Le email sono e restano private, ma Faletti mercoledì scorso ha deciso di “fare outing” e ha parlato di me e dell’Eroe nel corso di Fahreneit, la prestigiosa trasmissione sui libri di Radio Rai. Ha raccontato delle analogie fra i nostri due romanzi e mi ha ringraziato pubblicamente perché, dice lui, “ha dato mostra di intelligenza e di un savoir faire non comuni in questo ambiente in cui altre persone in casi di sincronicità molto meno evidenti hanno urlato al plagio e allo scandalo”.   

Non posso che restituire a Giorgio Faletti con gli interessi (e con buona pace di Mr. Wolf) le attestazioni di signorilità e intelligenza che mi ha voluto tributare.

L’intervista di Faletti si può ascoltare in podcast sul sito di Fahreneit. La puntata è quella del 23 novembre e si inizia a parlare di me dal minuto 13,45.

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Tre atti e due tempi

scritto il 15 November 2011 da gpavone

Esce il nuovo romanzo di Faletti e gli amici mi subissano di messaggi: “Parla di una squadra di Serie B che sta per andare in A per la prima volta nella sua storia ma che rischia di perdere a causa di una combine” mi dicono tutti. Accidenti, come l’eroe! Non grido certo al plagio (mi sentirei come Al Bano con Michael Jackson, anche se poi lui ha vinto) ma la coincidenza è intrigante.

Scrivo a Faletti, che mi risponde tempestivamente e con gentilezza. L’ho incuriosito, vuole il mio libro. Due giorni dopo è alla Feltrinelli di Milano per una presentazione, così glielo porto brevi manu.

Mi qualifico, lui mi saluta con trasporto. Gli do il mio libro, lui mi dedica e mi regala il suo. Qualcuno si accoda per farsi autografare la sua copia, ma Giorgio li scoraggia: “Abbiate pazienza, a voi li firmo dopo la presentazione. Con lui è diverso: è uno scambio fra scrittori”. Così prende due piccioni con una fava: rimandare l’assedio dei fans e farmi sentire importante.

In un mondo di mezze calzette che se la tirano in modo insopportabile, spesso è proprio chi si potrebbe permettere qualche aria a dimostrarsi simpatico e alla mano. 

Qualcuno ha scritto che gli scrittori tirano fuori la loro eventuale stronzaggine una volta superata la soglia delle 60mila copie. Motivo per cui io sono ancora un potenziale stronzo, mentre Giorgio Faletti è abbondantemente fuori pericolo. Grazie, amico e collega. Ora aspetto i tuoi commenti.

 

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Marketing librario (3)

scritto il 14 November 2011 da gpavone

“La fascetta con la frase di uno famoso fa vendere un sacco”.

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